DIPARTIMENTO DI FILOSOFIA, STORIA, EDUCAZIONE CIVICA E PEDAGOGIA

 

FUOCO E FIORI DI SICILIA  - Sebastiano Silvi  - Classe 4AE a.s.2017/2018

Questo testo è dedicato a tutti gli uomini e le donne che hanno combattuto e combattono la mafia.

Ai Siciliani che sperano, che sperano in una Sicilia stupenda. In una Palermo fantastica. Un giorno questa terra sarà bellissima, o forse lo è già.

Questa è la storia di persone semplici diventate ,malgrado loro, eroi.

Apro gli occhi. Da poco è passato il 23 Maggio, fra poco sarà il 19 Luglio.

Ripenso a ciò che è stato. E, sebbene io non fossi ancora nato, riesco a comprendere ciò che fu. Vorrei tanto stendere due righe per esprimermi, per dirvi come mi sento.

Premetto che scrivo con amore. Premetto di essere sempre cresciuto con un forte ideale di legalità e giustizia. E di non averlo mai perso, nonostante la mia tenera età. Premetto che Falcone e Borsellino sono i miei idoli. E che vorrei inseguire e raggiungere il mio, ma anche il loro sogno. Continuare il loro cammino.

L’Italia è un Paese “interessante”. Se si guarda bene siamo ancora quel popolo che si definisce A. C. A. B., ma se si osserva meglio si capisce che siamo il Paese della Resistenza. Resistenza al sistema mafioso.

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo, Rocco Chinnici, Peppino Impastato, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Ninni Cassarà, Beppe Montana, Piersanti Matterella, Gaetano Costa, Cesare Terranova, Mario Francese erano uomini come noi. Con la U maiuscola però. Un ricordo speciale e un grazie va anche ai ragazzi delle loro scorte.

Già, erano come noi. Avevano dei pregi e dei difetti. Avevano delle sicurezze e magari delle incertezze. Amavano la vita, i sapori e i profumi della Sicilia. Amavano le piccole cose, come il mare.

A Palermo, come del resto in Sicilia, come del resto in Italia c’è la mafia. Ma se non si respira più quella cappa opprimente che toglie il respiro come l’afa, è grazie a un gruppo di persone che con forza e coraggio si sono battute contro un sistema malato.

Noi la mattina possiamo uscire, andare al bar, bere un caffè e camminare liberi. Cose normali insomma. Non per loro: esse hanno sacrificato ogni aspetto della vita, della loro vita, per difendere gli ideali in cui credevano. “È bello morire per ciò che si crede. Il vigliacco muore più volte al giorno, il coraggioso una volta sola “.

L’importante nella vita è non avere paura. Mai! Loro avevano paura, certo, ma non si sono mai tirati indietro. Per amore della libertà, della giustizia e della legalità. Per amore. Anche verso le future generazioni … le più adatte a sentire fin da subito il fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi anche della complicità”.

Uomini o angeli mandati sulla terra, per combattere una guerra di faide di famiglie sparse come tante biglie, su un’isola di sangue che fra tante meraviglie, fra limoni e fra conchiglie, massacra figli e figlie.

Ho conosciuto personalmente tanti giovani, anziani, donne, uomini, bambini che hanno messo in atto una vera e propria Resistenza al fenomeno mafioso. Affinché questa piovra invincibile sia sconfitta e sparisca per sempre. Come un incubo che viene sostituito da tanti sogni: sogni d’amore, amore per il prossimo e per la propria terra, sogni di felicità, sogni di libertà.

Noi siamo la Resistenza al fenomeno mafioso. Questa è la pesante eredità che ci è stata lasciata. Bisogna batterci a ogni costo, facendo il proprio dovere. Affinché non ci sia più un 23 Maggio, un 19 Luglio, un 29 Luglio o un 6 Gennaio.

Questa è la storia di Giovanni e Paolo, non dei mafiosi. Questa è la storia di due bambini, nati e cresciuti insieme nel rione Kalsa, tutt’e due ritrovatisi a fare lo stesso lavoro, ad essere colleghi, e tutt’e due uccisi per questo fenomeno. Questa è la storia di Paolo, che fino all’ultimo giorno della sua vita, nonostante sapesse che il tritolo era arrivato e aveva il suo nome scritto sopra, è andato incontro alla morte sempre in modo sereno, ma facendo il suo dovere sino in fondo.

L’eroe romantico, quello che abbiamo studiato con la professoressa, si rispecchia perfettamente in queste persone. L’eroe romantico è colui che non cede ai compromessi morali. L’eroe è colui che compie il proprio dovere sino in fondo, a prescindere da quelle che saranno le conseguenze o le tensioni morali. Questo è tutto ciò che sta alla base dell’umanità.

Va ricordato però che dietro ogni eroe, a prescindere che sia romantico o meno, c’è la presenza di grandi donne. A questo punto bisogna ricordare Francesca e Agnese, mogli rispettivamente di Giovanni e Paolo.

È anche grazie a loro se questa lotta è stata possibile. Esse hanno contribuito alla lotta, infatti sono state colonne solide per i loro mariti, appoggiando sempre le loro scelte. Sposando questi uomini sapevano a quali restrizioni della vita e rischi andavano incontro. Dietro ogni grande uomo vi è una grande donna. Una donna con la D maiuscola.

A noi ragazzi dico: cerchiamo la felicità, ogni giorno, solo lei potrà farci sognare e farci vivere una vita migliore.

Sebastiano Silvi

 

REPORTAGE DI SEBASTIANO SILVI Classe 4AE a.s. 2017/2018

 PRAGA  ---  DACHAU

 

 

13 giugno 2013
La prof. Maila Villano pubblica il lavoro di scrittura filosofica svolto dalla classe 3CL

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